TORINO A SORPRESA LA MOVIDA SABAUDA Sembra un Po il Village Il rilaricio dei caffè storici, i bar letterari dei Murazzi, gli scantinati rock: così la città conquista il primato europeo della vita notturna. Di ANTONELLA PIPERNO Se avete coraggio, provate a sostenere davanti a un torinese il trito pregiudizio sul capoluogo sabaudo austero e sonnolento. Provateci per esempio cori Piero Chiambretti, che ha da poco aperto il suo terzo locale, l'irriverente Sfashìon café, e sta mettendo mano al quarto. O a Stefano Cecchi, l’imprenditore che a Torino detta la linea della moda nei suo concept store San Carlo 1973 e da fine novembre farà partire delle feste rockettare per promuovere il nuovo marchio di abbigliamento Melody Mlaker, ispirato alla celebre rivista americana del rock. Provate a sostenere che Torino è triste con Maurizio Cilli, socio e architetto del modaioio The Beach che ai Murazzi sulle banchine del Po, dove ha ospitato la festa per i 40 anni della Nutella e quella per i dieci anni della scuola Holden di Alessandro Baricco, si e permesso dì inventare la spiaggia fluviale un anno e mezzo prima dì quella parigina sul Lungosenna. Vi risponderanno secchi, come fa Chiambretti, che «chi dipinge in questo modo Torino non ci è mai stato, perlomeno non negli ultimi 15 anni» . Vi ricorderanno che la città delle prossime Olimpiadi invernali e la più recensita per pub, club e locali alternativi, e ha anche un altissimo numero di locali pro capite: uno ogni 250 persone, contro l'uno a 352 dì Parigi e l'uno a 317 dì Londra E quindi vi inviteranno a farvi un giro tra i caffè storici come Platti, dove vanno i fratelli Elkann, e Baratti & Milano, da poco rinnovato, o al bar degli aperitivi trendy Lobelix. O ancora meglio nei luoghi caldi della movida: a cominciare appunto dai Murazzi, ormai addirittura cannibalizzati dai locali sostiene Cilli, che al suo The Beach, a parte qualche serata dedicata alla musica da discoteca cerca soprattutto dì interpretare linguaggi contemporanei tra reading, jazz e proiezioni video. Altra mela della notte sono i modaioli Docks Dora, complesso di architettura industriale appoggiato allo scalo nord della ferrovia: un concentrato di locali e dì scantinati dedicati alle prove musicali (ci sono nati i Subsonica) dove, insieme a club come l'Antidocks e allo scanzonato My-aletto, e stato appena inaugurato lo spazio eventi Duert: in piemontese significa «aperto» e si concede a chiunque lo voglia affittare sborsando dai 500 euro in su a notte: i temi delle serate sono a piacimento del cliente, ma grazie a una cucina a vista e a una biblioteca gastronomica il locale si propone soprattutto come punto dì incontro della «food connection»: proiezioni, reading e performance artistiche, arte, musica e preparazione dì cibo. All'inaugurazione, il 13 ottobre, si è esibita di fornelli, con un fritto misto alla piemontese, Luciana Littzizzetto. Il 16 e il 17 novembre è stato prenotato per due eventi del Comitato olimpico. È ai Docks Dora che Chiambretti, licenza permettendo, aprirà il prossimo anno il nuovo Grand Hotel del Mandarino, un ristorante di alta cucina cinese (ma ci sarà anche una carta internazionale con piatti italiani). Anche qui si giocherà con l’allestimento, quello di un albergo di lusso orientale con cucina a vista: come con la trattoria in stile primo '900 Birilli, lo Sfashion café, bar ristorante dove i camerieri indossano divise rigorosamente fuori moda, e i fratelli La Cozza pizzeria con i menu a forma di mitili e il poster del calciatore Juventino Ciro Ferrara sotto il quale un supertifoso del Toro, Chiambretti, ha voluto la scritta «licenziato». Corrono in avanti anche i locali del Quadrilatero romano, altro frequentatissimo epicentro della movida, dove spicca l'arabeggiante Hafa café: i fratelli Federico e Riccardo De Giuli, già titolari degli affermati Tre galli e Tre galline, a fine ottobre hanno inaugurato Ab+: un locale che su quattro livelli ricavati in un antico palazzo del '400 propone un inedito mix di offerte, puntando «a sparigliare l’entertainment» chiarisce De Giuli: al piano interrato una sala per musica dal vivo dj-set e proiezioni video. A livello terra un ristorante da 80 coperti che può contare sullo chef piemontese Alessandro Foglione. Al primo che gode di soffitti affrescati, un salotto in stile club inglese per presentazioni di libri. Al secondo la redazione di Cluster, rivista su nuovi linguaggi e tecnologie edita, neanche a dirlo, dai De Giuli. Al quarto un bed & breakfast di superlusso, con tanto di suite. L'ha appena requisito Fiorellino per farne la location di una nuova fiction televisiva.